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Archivio Storico della "Magnifica Patria"

L'archivio storico di Salò è uno dei più pregevoli e completi di tutta la Provincia ed è oggi consultabile grazie ad un gruppo nutrito di appassionati volontari coordinati dal prof. Giuseppe Piotti. (consultazione previo appuntamento, telefonando allo 0365 296880 il giovedì mattina)

Consistenza: Archivio d'antico regime, 1431-1805 con docc. dal 1371 (in copia dal 1016) e seguiti al 1820.
Unità archivistiche 657 (regg. 451, voll. 150, mazzi 22, fascc. 317, rubb. 4, atti singoli membrr. 38, atti singg. cartt. 55)

Storia archivistica: Di interventi a vario titolo sull'archivio del comune di Salò lo stesso archivio è ricco di testimonianze, ma quattro si possono chiaramente definire come gli interventi più significativi:
1) compilazione, 1588, di Agostino Grattarolo, notaio e cancelliere del comune, di un completo repertorio degli atti da lui assunti in carico all'inizio delle sue funzioni;
2) riordino, 1770, dell'archivio compiuto da Giuseppe Muracca, anch'egli notaio del comune;
3) "elenco sommario delle scritture" d'antico regime, 1906, compilato da Giovanni Livi, direttore dell'Archivio di Stato di Bologna, dopo esserlo stato per quello di Brescia;
4) riordino, iniziato alla fine del 1991 e anch'esso limitato al periodo d'antico regime, e compilazione, 1997, del presente inventario da parte di un gruppo di lavoro coordinato da Giuseppe Scarazzini.
Sicuramente il Grattarolo avrà anche riordinato il materiale (di cui si ha l'elenco nel reg. n. 27) ricevuto in consegna e da lui tanto diligentemente repertoriato (cfr. regg. nn. 653.1, 653.2), ma del suo ordinamento non è rimasta traccia, se non nel suddetto repertorio, nel quale talune voci sono corredate dalla indicazione del mazzo contenente la documentazione.
Si può solo affermare come la massima parte del materiale elencato dal Grattarolo ci sia pervenuta, a riprova della cura (attestata da numerose delibere, fra le quali gli incarichi a Bartolomeo Trombetta, v. regg. nn. 40 e 42) che fin da allora e nei quattro secoli seguenti il comune ebbe del proprio archivio, che, dopo quello di Brescia, è forse, per vetustà, qualità e quantità della documentazione, il primo archivio comunale di notevole interesse storico in tutta la provincia.
Circa due secoli dopo il Grattarolo un altro benemerito notaio del comune, Giuseppe Muracca, procedette a un riordino dell'archivio redigendone un indice topografico (v. n. 656).
L'elenco compilato nel 1906 dal Livi in soli 45 giorni (1) e dattiloscritto senza data e con diversi errori da un anonimo (2) quasi sicuramente nel 1954, data della analoga copia dell'elenco degli atti della "magnifica patria di Riviera", ha costituito il punto di partenza dei lavori che hanno condotto alla compilazione del presente inventario. Anzitutto si è verificata la consistenza, riscontrando che felicemente tutto quanto elencato dal Livi ancora si conservava (eccettuata la "Mappa" di cui in prefazione); si è poi proceduto a un attento esame del materiale e, dopo ponderate e travagliate ipotesi di riordino, si è deciso di suddividere l'archivio in venti serie (quattordici erano quelle del Livi, di cui una relativa all'ospedale, che nel presente inventario non è stata considerata, ma scorporata dall'archivio del comune e riunita all'archivio dell'ospedale).
Nella denominazione delle serie, si è tenuto presente soprattutto il repertorio del Grattarolo, mentre si è notevolmente cambiato l'ordine della loro successione, dato che il suddetto aveva repertoriato il materiale in ordine per così dire gerarchico: affari di culto, rapporti con la repubblica di Venezia e la comunità di Riviera, amministrazione comunale.
Le venti serie sono: Statuti e privilegi, Provvisioni e ordinamenti-Ordini, Fogliazzi, Ducale dominio di Venezia-Comunità di Riviera, Processi, Culto divino, Cause pie, Monti di Pietà, Utilità e livelli, Istrumenti e testamenti, Eredità, Massaria, Danni dati, Sanità, Estimi, Gravezze e dazi, Carte sciolte, Carte estranee, Repertori.
La maggioranza di esse è divisa in sottoserie e queste molto spesso comportano successive partizioni.
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L'archivio, ubicato nella sala consiliare del municipio, si conserva in armadi lignei appositamente costruiti nel 1906 su indicazione del Livi; armadi e soprattutto molti pezzi dell'archivio necessitano di restauro.
Consultazione autorizzata dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia
(1) Per l'operato del Livi e i suoi rapporti con il comune si hanno dettagliate notizie in Mario Trebeschi, "Gli archivi della Riviera bresciana", in "Atlante del Garda-Uomini, vicende, paesi", Brescia, Grafo edizioni, vol. III, 1992, p.200.
(2) Trattasi probabilmente dell'archivista, da tempo scomparso, che nel 1953 ultimò l'inventario degli atti d'archivio dal 1898 al 1952; ogni tentativo d'averne certezza è risultato vano. Ma può essere anche che il copista del Livi sia stato l'archivista che successivamente compilò l'inventario dell'archivio ottocentesco.

http://www.archividelgarda.it