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Pubblicazioni per il matrimonio (consenso)

Pubblicazioni per il matrimonio

Per contrarre matrimonio occorre chiedere le pubblicazioni all'ufficio di Stato civile. Le pubblicazioni valgono sei mesi dalla data di eseguita pubblicazione. Se il matrimonio non viene celebrato entro i sei mesi previsti, le pubblicazioni scadono e occorre ripeterle.

E' possibile richiedere le pubblicazioni per il matrimonio se almeno uno dei futuri sposi è residente nel Comune.
Alle pubblicazioni si devono presentare entrambi gli sposi.

Entrambi i futuri sposi si devono presentare all'ufficio di Stato civile muniti di:

  • un documento di identità valido
  • la richiesta di pubblicazione rilasciata dal parroco, se il matrimonio è celebrato con rito religioso
  • il codice fiscale.

Acquisiti d'ufficio i documenti necessari, gli sposi si presenteranno, previo appuntamento, presso l'Ufficio dello Stato Civile per firmare la richiesta di pubblicazione. La pubblicazione verrà affissa all'albo pretorio per otto giorni consecutivi. Dopo ulteriori tre giorni di deposito nella Casa Comunale (per eventuali opposizioni), nel caso di matrimonio religioso, verrà rilasciato il certificato di eseguite pubblicazioni da consegnare al parroco o al ministro di culto. Quando si tratta di matrimonio con rito civile da celebrarsi in altro comune, viene consegnata ai futuri sposi la delega per la celebrazione nell'altro comune.
Per i cittadini stranieri occorre il nulla osta al matrimonio dall'Ambasciata o dal Consolato del paese di appartenenza con firma legalizzata dalla Prefettura competente.

Per i minorenni che abbiano compiuto sedici anni, bisogna presentare una copia del provvedimento di ammissione al matrimonio, richiesto dall'interessato al Tribunale per i Minori competente.
Nel caso di matrimonio civile, i futuri sposi concordano con l'Ufficio la data e l'ora del matrimonio e scelgono il regime patrimoniale della costituenda famiglia. Se non viene scelto espressamente il regime di separazione dei beni, si intende automaticamente scelto il regime della comunione dei beni. Se il matrimonio è religioso, la scelta deve essere comunicata direttamente al parroco.